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TURISMO - LA SICILIA PROTESTA


Gli albergatori e gli operatori del turismo, insieme ai dipendenti delle loro imprese, affolleranno dalle 21 di oggi la bella piazza barocca del Duomo di Acireale, nel sit-in di protesta indetto dal Consorzio Acireale Hotels. 


 


Capitanata dal presidente del consorzio Salvo Zappalà, la manifestazione riceve adesioni in crescendo – tra le ultime anche quelle della Faita e degli albergatori di Salina Isola Verde – che potrebbero rapidamente estenderla ad altre aree della Sicilia colpita, in particolare sulla Costa Acese, da gravi perdite di arrivi e presenze soprattutto internazionali, e da un ancor più forte calo di fatturato.


 


I danni risultano ingenti in tutto l’indotto, gli operatori balneari lamentano fatturato in calo del 30% rispetto a luglio del 2009, mentre per gli operatori della Costa Acese – esclusa quindi Taormina – si parla di business ridotto di un 50% circa.


 


Le richieste alle istituzioni


 


La protesta parla alle istituzioni regionali, alle quali gli operatori chiedono anzitutto che sia colmato il vuoto di potere che ha investito l'intera industria del turismo in Sicilia.


 


«Soprattutto dal 2005 a ora – spiega Mario Bevacqua, titolare di Trimondo Viaggi di Catania – quando le competenze delle abolite APT e aziende di soggiorno sono state trasferite alle Province, che però non ne hanno assorbito il personale esperto. Da allora siamo privi di qualsiasi pianificazione per la Sicilia. Per fare un esempio, Taormina Arte è stata finanziata un mese prima della realizzazione, magari abbiamo il concerto di Ligabue ma nessuno lo ha saputo fino a poche settimane prima. Sul mercato internazionale è come non esistere, non si può lavorare così».


 


Gli operatori acesi chiedono dunque anzitutto la creazione di un’agenzia unica che renda operativa la legge regionale n.10/2005 per lo sviluppo turistico della Regione; lo sblocco dei relativi finanziamenti; la revisione dell’assetto aeroportuale regionale e i decreti attuativi dei distretti turistici locali pensati dall’assessore regionale al turismo Nino Strano.


 


«Forze sane in un nuovo gruppo di pressione»


«Oggi ad Acireale ci siamo tutti – dice Bevacqua – iscritti di tutte le associazioni di settore, la protesta è totalmente trasversale. Perché siamo stanchi di subire dall’alto una politica che non sa come si fa il turismo. Noi imprenditori sappiamo come si fa, ma non riusciamo a prospettare alla politica un progetto adeguato. Rivolgiamo un appello a tutte le forze sane del settore, che contribuiscano a un gruppo di pressione organizzato e coerente, che si faccia portatore di un progetto valido per tutta l’industria del turismo italiano».Gli albergatori e gli operatori del turismo, insieme ai dipendenti delle loro imprese, affolleranno dalle 21 di oggi la bella piazza barocca del Duomo di Acireale, nel sit-in di protesta indetto dal Consorzio Acireale Hotels. 




 


Capitanata dal presidente del consorzio Salvo Zappalà, la manifestazione riceve adesioni in crescendo – tra le ultime anche quelle della Faita e degli albergatori di Salina Isola Verde – che potrebbero rapidamente estenderla ad altre aree della Sicilia colpita, in particolare sulla Costa Acese, da gravi perdite di arrivi e presenze soprattutto internazionali, e da un ancor più forte calo di fatturato.


 


I danni risultano ingenti in tutto l’indotto, gli operatori balneari lamentano fatturato in calo del 30% rispetto a luglio del 2009, mentre per gli operatori della Costa Acese – esclusa quindi Taormina – si parla di business ridotto di un 50% circa.


 


Le richieste alle istituzioni


La protesta parla alle istituzioni regionali, alle quali gli operatori chiedono anzitutto che sia colmato il vuoto di potere che ha investito l'intera industria del turismo in Sicilia.


 


«Soprattutto dal 2005 a ora – spiega Mario Bevacqua, titolare di Trimondo Viaggi di Catania – quando le competenze delle abolite APT e aziende di soggiorno sono state trasferite alle Province, che però non ne hanno assorbito il personale esperto. Da allora siamo privi di qualsiasi pianificazione per la Sicilia. Per fare un esempio, Taormina Arte è stata finanziata un mese prima della realizzazione, magari abbiamo il concerto di Ligabue ma nessuno lo ha saputo fino a poche settimane prima. Sul mercato internazionale è come non esistere, non si può lavorare così».


 


Gli operatori acesi chiedono dunque anzitutto la creazione di un’agenzia unica che renda operativa la legge regionale n.10/2005 per lo sviluppo turistico della Regione; lo sblocco dei relativi finanziamenti; la revisione dell’assetto aeroportuale regionale e i decreti attuativi dei distretti turistici locali pensati dall’assessore regionale al turismo Nino Strano.


 


«Forze sane in un nuovo gruppo di pressione»


«Oggi ad Acireale ci siamo tutti – dice Bevacqua – iscritti di tutte le associazioni di settore, la protesta è totalmente trasversale. Perché siamo stanchi di subire dall’alto una politica che non sa come si fa il turismo. Noi imprenditori sappiamo come si fa, ma non riusciamo a prospettare alla politica un progetto adeguato. Rivolgiamo un appello a tutte le forze sane del settore, che contribuiscano a un gruppo di pressione organizzato e coerente, che si faccia portatore di un progetto valido per tutta l’industria del turismo italiano».



«Oggi ad Acireale ci siamo tutti – dice Bevacqua – iscritti di tutte le associazioni di settore, la protesta è totalmente trasversale. Perché siamo stanchi di subire dall’alto una politica che non sa come si fa il turismo. Noi imprenditori sappiamo come si fa, ma non riusciamo a prospettare alla politica un progetto adeguato. Rivolgiamo un appello a tutte le forze sane del settore, che contribuiscano a un gruppo di pressione organizzato e coerente, che si faccia portatore di un progetto valido per tutta l’industria del turismo italiano».albergatori e gli operatori del turismo, insieme ai dipendenti delle loro imprese, affolleranno dalle 21 di oggi la bella piazza barocca del Duomo di Acireale, nel sit-in di protesta indetto dal Consorzio Acireale Hotels. 


 


Capitanata dal presidente del consorzio Salvo Zappalà, la manifestazione riceve adesioni in crescendo – tra le ultime anche quelle della Faita e degli albergatori di Salina Isola Verde – che potrebbero rapidamente estenderla ad altre aree della Sicilia colpita, in particolare sulla Costa Acese, da gravi perdite di arrivi e presenze soprattutto internazionali, e da un ancor più forte calo di fatturato.


 


I danni risultano ingenti in tutto l’indotto, gli operatori balneari lamentano fatturato in calo del 30% rispetto a luglio del 2009, mentre per gli operatori della Costa Acese – esclusa quindi Taormina – si parla di business ridotto di un 50% circa.


 


Le richieste alle istituzioni


La protesta parla alle istituzioni regionali, alle quali gli operatori chiedono anzitutto che sia colmato il vuoto di potere che ha investito l'intera industria del turismo in Sicilia.


 


«Soprattutto dal 2005 a ora – spiega Mario Bevacqua, titolare di Trimondo Viaggi di Catania – quando le competenze delle abolite APT e aziende di soggiorno sono state trasferite alle Province, che però non ne hanno assorbito il personale esperto. Da allora siamo privi di qualsiasi pianificazione per la Sicilia. Per fare un esempio, Taormina Arte è stata finanziata un mese prima della realizzazione, magari abbiamo il concerto di Ligabue ma nessuno lo ha saputo fino a poche settimane prima. Sul mercato internazionale è come non esistere, non si può lavorare così».


 


Gli operatori acesi chiedono dunque anzitutto la creazione di un’agenzia unica che renda operativa la legge regionale n.10/2005 per lo sviluppo turistico della Regione; lo sblocco dei relativi finanziamenti; la revisione dell’assetto aeroportuale regionale e i decreti attuativi dei distretti turistici locali pensati dall’assessore regionale al turismo Nino Strano.


 


«Forze sane in un nuovo gruppo di pressione»


«Oggi ad Acireale ci siamo tutti – dice Bevacqua – iscritti di tutte le associazioni di settore, la protesta è totalmente trasversale. Perché siamo stanchi di subire dall’alto una politica che non sa come si fa il turismo. Noi imprenditori sappiamo come si fa, ma non riusciamo a prospettare alla politica un progetto adeguato. Rivolgiamo un appello a tutte le forze sane del settore, che contribuiscano a un gruppo di pressione organizzato e coerente, che si faccia portatore di un progetto valido per tutta l’industria del turismo italiano».

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