Sicilia

cerca solo su News cerca su LaSicilia.com

   Home Page :: News :: Il ventre di Palermo
 

[ leggi i commenti a questa news (0) | commenta questa news ]

IL VENTRE DI PALERMO

Il 21 novembre è uscito nelle sale il nuovo film di Wim Wenders, Palermo shooting, che racconta la storia di un fotografo in fuga tra i vicoli della città siciliana. Abbiamo seguito le sue tracce, dalla Stazione Centrale ai mercati storici di Ballarò, Capo e Vucciria.

Esistono città ricche di tesori da scoprire, di segreti da svelare. Palermo è una di queste. Tentare di sceglierne alcuni aspetti è difficile: si resta sempre colpevoli di aver ignorato qualcosa. E poi non si sa mai da dove iniziare. Quella che proponiamo è allora un’ideale passeggiata nel suo centro storico, negli stessi luoghi in cui si muove il protagonista del film di Wenders, Finn. Una carrellata sull’inestimabile bellezza di questo luogo fatto di contraddittorie suggestioni. Alla sensibilità di ciascuno lasciamo la libertà di dargli ordine, seguendo l’istinto e l’ispirazione del momento. Come amava dire Tiziano Terzani, giornalista e maestro di viaggi, le stazioni sono specchi delle città nel cui cuore sono piantate.

Solo quando si è lì, si può dire di essere arrivati davvero.
Ed è proprio dalla Stazione Centrale che parte il nostro viaggio dentro Palermo, città di enormi ricchezze e con altrettanta indolenza nel valorizzarle.

Uscendo dai portici della stazione, ciò che subito colpisce è la luce brillante che avvolge tutto. Calda, abbagliante, quasi eccessiva. L’eccesso è una delle chiavi interpretative per comprendere appieno la sua anima e quella dei suoi abitanti: qui non sembra mai esistere una via di mezzo. Ogni visitatore potrà verificare questo assunto immergendosi in una delle strade principali, via Maqueda, arteria che, insieme alla parallela via Roma, la percorre da un capo all’altro. Facendosi largo nel caotico traffico cittadino, tra il suo popolo multietnico, basterà percorrere pochi metri per trovare sulla sinistra l’ingresso ad uno dei posti più caratteristici di Palermo: il mercato storico di Ballarò. Come nei suk arabi, la strada che penetra al suo interno è letteralmente invasa dalle bancarelle su cui sono esposte le merci.

Tutto intorno è un pullulare di colori, profumi e grida. Queste ultime, cantilene dal sapore orientale le cui parole sono decifrabili solo da veri esperti, reclamizzano i prodotti in vendita. C’è di tutto: dagli alimentari ai profumi, alle stoffe, al pesce, principale polo di attrazione.

Dai Quattro canti di Città alla Cappella Palatina

Percorrendo la stretta via che si insinua nel mercato ci si trova, per incanto, nell’incrocio principale della città, chiamato croce barocca o, se preferite, Teatro del Sole. Si tratta di piazza Quattro Canti di Città, punto di incontro dei due assi viari più antichi di Palermo: il Cassaro e via Maqueda. La piazza prende il nome dai quattro mandamenti in cui è diviso il centro storico: Loggia-Castellammare, Tribunali-Kalsa, Palazzo Reale-Albergheria, Seralcadio-Monte di Pietà-Capo. Vicino si trova piazza Pretoria, sede del Municipio, con la splendida fontana Pretoria. Adiacente a questa troviamo piazza Bellini, con le chiese di San Cataldo (nota per le sue cupolette rosse) e Santa Maria della Martorana, esempi mirabili della matrice araba e normanna di Palermo. Seguendo corso Vittorio Emanuele (anzi detto il Cassaro) in direzione di Porta Nuova, uno degli antichi accessi della città, ecco apparire sulla destra un luogo che lascia sempre stupefatti: la Cattedrale. La splendida commistione artistica presente nell’edificio ripercorre l’intera storia cittadina e dei popoli che l’hanno guidata: uno dopo l’altro, scorrono sotto i nostri occhi il portale laterale e le torrette campanarie di stile gotico-catalano, la facciata quattrocentesca, l’abside con decorazioni arabo-normanne e la cupola tardo barocca. In seguito ad un disastroso incendio avvenuto nel Settecento, l’interno fu ricostruito in forme neoclassiche. Vi sono conservati i sarcofaghi di Federico II e Ruggero II, ma anche passi del Corano incisi in una colonna e l’urna d’argento con le reliquie di Santa Rosalia, protettrice della città.

Salendo ancora e superando Porta Nuova troviamo uno dei punti nevralgici di Palermo, piazza Indipendenza, centro del potere civile di ieri e di oggi. Sulla piazza si affacciano Palazzo d’Orleans, sede del governo regionale, e Palazzo Reale o dei Normanni. Quest’ultimo, costruito nel IX secolo, fu dapprima roccaforte degli emiri arabi, poi reggia degli Svevi, quindi residenza dei viceré spagnoli; dopo un lungo periodo di rimaneggiamenti e “ristrutturazioni”, dal 1946 ospita dell’Assemblea Regionale. Al suo interno si trova la fulgida Cappella Palatina, eretta nel 1130 e riaperta al pubblico lo scorso luglio, dopo tre anni di restauri. Ricoperta da splendidi mosaici bizantini (gli stessi presenti nella chiesa della Martorana e nel duomo di Monreale), rappresenta perfettamente la sintesi culturale e politica operata dai Normanni.

Il Mercato delle Pulci e quello del Capo Ritornando indietro verso la Cattedrale e costeggiando la parte destra dell’edificio, la strada in discesa ci conduce ad un altro luogo simbolo della città, il Papireto (dal nome dell’antico fiume che lì scorreva), dove si trova il Mercato delle Pulci: tra le chincaglierie affastellate negli scaffali di questi popolari negozi d’antiquariato è possibile fare il colpo del secolo o prendere enormi fregature. Poco distante si staglia l’immensa mole del Tribunale, esempio di stile razionalista italiano, caro alla cittadinanza perché legato al ricordo dei due magistrati che hanno sacrificato la vita per il riscatto di Palermo, Falcone e Borsellino.

Alle spalle del Tribunale si trova Porta Carini, edificata nel 1310, che immette in un altro mercato storico, il Capo. Ad uno sguardo superficiale, il brulicare di bancarelle, botteghe e negozi lo fa sembrare uguale a quello di Ballarò. Come il suo omologo più famoso, consente d’immaginare la vita di una Palermo saracena, ma percorrendo la lunga strada che lo attraversa fino a corso Vittorio Emanuele, ognuno noterà le tante differenze che lo rendono inconfondibile.

Da qui è possibile raggiungere in pochi passi piazza Verdi, spazio in cui si erge la maestosità del Teatro Massimo Vittorio Emanuele, il più grande teatro lirico d’Italia e uno dei più estesi in Europa (il secondo per dimensioni dopo l’Opéra di Parigi). È questo il centro culturale e mondano della vita cittadina.

Davanti a noi via Principe di Belmonte, vero e proprio salotto di Palermo, con i suoi locali raffinati ed esclusivi, e via Ruggero Settimo, l’elegante strada dello shopping che termina in piazza Castelnuovo, sede del Teatro Politeama Garibaldi, in stile neoclassico.

Verso il mare: dalla Vucciria alla Kalsa

E il mare? Non è possibile ripartire da Palermo senza averlo visto e respirato, tanto più che esso è parte essenziale dell’anima di questa città. Ma come raggiungerlo? Nulla di più semplice.

Tornando a piazza Quattro Canti di Città, basta scendere per corso Vittorio Emanuele in direzione Porta Felice. Ma prima di arrivare sarà ancora possibile ammirare altre meraviglie.

Poco dopo aver superato l’incrocio con via Roma, infatti, sulla sinistra, un enorme trambusto di gente ed urla sarà il segnale della presenza del terzo mercato storico palermitano, il più noto, anche perché ad esso Guttuso ha dedicato una delle sue tele più celebri: la Vucciria.

Muovendosi all’interno del fitto intreccio di vicoli e piazzette si possono ritrovare tutti gli ingredienti della cucina tipica siciliana. Qui è possibile acquistare le mille erbe aromatiche assolutamente indispensabili per la riuscita dei piatti regionali più gustosi: l’addauro (alloro), il basilico, il prezzemolo, l’origano, il finocchietto selvatico, i capperi di Pantelleria, l’uva passolina. Caratteristiche sono anche le stigghiole cotte alla brace e le panelle. Scendendo ancora, proprio di fronte alla chiesa gotica di Santa Maria della Catena, si apre uno degli scorci più affascinanti della città, piazza Marina, al cui centro troviamo Villa Garibaldi, giardino reso famoso dal suo enorme Ficus secolare.

Inoltrandoci nelle vie del quartiere, la Kalsa, una stretta stradina ci conduce ad uno dei gioielli di Palermo, la cinquecentesca chiesa di Santa Maria dello Spasimo, edificio dalla storia lunga e travagliata, oggi palcoscenico di convegni e spettacoli. Proseguendo in direzione opposta a piazza Magione, di fronte alla chiesa della SS. Trinità, ecco piazza Kalsa: qui il mare non è più un’idea ma una realtà concreta che si evidenzia in inequivocabili fragranze. Pochi istanti, il tempo di attraversare il grande prato verde dei giardini del Foro Italico, e ci ritroviamo nella grande terrazza che si affaccia sul golfo: sulla sinistra ci sono il porto e il monte Pellegrino, sulla destra si scorgono Bagheria ed il promontorio dell’Aspra. Davanti a noi il mare, blu come il cielo, che si staglia limpido sopra Palermo.

APPROFONDIMENTI

I mercati di Palermo: le etimologie

Il mercato di Ballarò prende il nome da Bahlara, villaggio presso Monreale da dove provenivano i mercanti. Il nome Vucciria è di origine francese: deriva dalla parola boucherie (“macelleria”), perché in epoca angioina vi sorgeva un macello. Il mercato del Capo si trova sulla parte più alta del quartiere Seralcadio, dall’arabo hascia al bacar (“rupe di mare”). Verso il XII secolo il quartiere entrò a far parte della città e si popolò di artigiani e commercianti nella zona alta chiamata Caput Seralcadi, da cui la denominazione.

Palermo: ciak si gira!

Nel corso degli anni, Palermo è stata spesso set di film e fiction televisive (chi può dimenticare La Piovra?): si va da Il Gattopardo di Luchino Visconti (con la celebre scena del ballo di Claudia Cardinale e Burt Lancaster girata a Palazzo Gangi, in piazza Croce dei Vespri), a Cento giorni a Palermo di Giuseppe Tornatore e Giuseppe Ferrara e Mery per sempre di Marco Risi, usciti alla fine degli anni Ottanta.

Tra la fine degli anni Novanta e gli inizi dei Duemila, la città è stata scelta da molti registi giovani e innovativi come Ciprì e Maresco (Lo zio di Brooklyn, Totò che visse due volte, Il ritorno di Cagliostro) e Roberta Torre, che vi ha ambientato il surreale Tano da morire e Angela (a cui fa da sfondo anche il mercato di Ballarò). Nel 2007, Il dolce e l’amaro, di Andrea Porporati, con Luigi Lo Cascio.

(The) Palermo shooting

Proiettato in concorso all’ultimo Festival di Cannes, il nuovo film di Wim Wenders racconta la storia di Finn (Andreas Frege) fotografo di fama in piena crisi esistenziale
che decide di partire alla volta di Palermo. Qui tenta di affrontare le sue paure (incarnate da Dennis Hopper) con l’aiuto di Flavia (Giovanna Mezzogiorno), restauratrice de Il trionfo della Morte, affresco di un anonimo siciliano. Camei di Giovanni Sollima, Patti Smith e Lou Reed. (www.bimfilm.com)

CREDITI

Articolo di Daniele Sorvillo tratto da: IL TURISMO CULTURALE

ABBONAMENTI: Clicca qui per Abbonarti on line

IL TURISMO CULTURALE nasce come progetto editoriale con l’obiettivo di rappresentare un punto di riferimento autorevole per tutti gli appassionati di iniziative culturali ed eno gastronomiche e per tutti coloro che sono interessati ad un turismo alternativo, ma sempre più rilevante nel nostro paese.
Parallelamente all’edizione del periodico, IL TURISMO CULTURALE agirà con attività e servizi attorno all’indotto turistico delle iniziative culturali.
La mission del progetto il TURISMO CULTURALE è quella di coordinare e promuovere le iniziative culturali organizzate lungo tutto il territorio nazionale (qualunque esse siano, note o meno note), mettendo in rete enti di Promozione Turistica ed Organizzatori di Eventi Culturali, al fine di offrire un servizio integrato all’appassionato – turista.
Il magazine IL TURISMO CULTURALE intende rappresentare uno strumento d’informazione e approfondimento sui più importanti eventi culturali promossi in Italia e all’estero, capace di mettere in contatto il suo lettore con la comunità che ospita la manifestazione, con la sua cultura, le sue tradizioni e i suoi sapori.

Sei il lettore numero 8679 di questa news o articolo


[ leggi i commenti a questa news (0) | commenta questa news ]
IL NOSTRO SPONSOR

Categorie - Categories
  Affiliati a LaSicilia.com
  Agriturismo
  Associazioni
  Arte e Cultura
  Aziende
  Bed and Breakfast
  Camping
  Cinema
  Città e località
  Eventi e Appuntamenti
  Fotografie
  Gastronomia e Prodotti Tipici
  Genealogia
  Governo ed Enti Pubblici
  Home Pages e Blog
  Hotels
  Immobiliari e Affitti
  Internet
  Libri e Video
  Musica
  Musei
  News ed Articoli
 · Prodotti Tipici Siciliani
 · Ristoranti e Trattorie
 · Scuola e Università
  Siciliani e Siciliane
  Terme e Centri Benessere
  Sport
  Viaggi e Turismo
  TV e Stampa
  Villaggi Turistici
  Miscellanea

[ Aggiungi il tuo sito, Segnala la tua struttura, Segnala un Evento, Suggerisci una News ]

Note legali, Cookie Policy e Privacy

© 1995-2006 Sicily Network - Realizzazione: Studio Scivoletto - 01194800882
LaSicilia.com® è un marchio registrato

CERCA su Google

Limitazione di responsabilità - Con riferimento ai documenti disponibili su questo servizio, nè Studio Scivoletto, nè i suoi dipendenti forniscono alcuna garanzia, implicita o esplicita, nè si assumono alcuna responsabilità legale riguardante l'accuratezza, la completezza o l'utilità di tali informazioni. Studio Scivoletto declina ogni responsabilità per tali contenuti o per il loro uso.