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L’ANTICA DOLCERIA BONAJUTO È STATA INSERITA TRA LE "100 ECCELLENZE" ITALIANE.

Un riconoscimento importante, tra gli innumerevoli avuti in passato, arriva alla Dolceria Bonajuto di Modica da anni valore aggiunto nell’economia modicana, modello economico, insieme a pochi altri, dell’estremo lembo della Sicilia sud-orientale.

L’Antica Dolceria Bonajuto è stata inserita tra le 100 Eccellenze del Rapporto “Nostra Eccellenza” realizzato da Eurispes (Istituto di Studi Politici Economici e Sociali) che ha selezionato 100 casi di successo italiano. Un viaggio nell’Italia che funziona, che eroga servizi di ottima qualità, che produce e crea posti di lavoro e contribuisce alla crescita a all’affermazione dell’immagine del nostro Paese del Mondo così come, in questi anni, ha fatto l’Antica Dolceria Bonajuto diventando uno dei marchi più conosciuti e riconosciuti quando si parla di cioccolato.





Una azienda che ha cambiato l’aspetto economico e sociale di una piccola Contea e ha reso Modica, insieme a Perugia, la capitale del cioccolato.

Una tradizione antichissima, che si snoda lungo un filo di cioccolato, unisce Modica al Sud-America passando attraverso la dominazione spagnola. Una storia della Sicilia che si può leggere e apprendere attraverso i 380 aromi del cioccolato modicano che Pierpaolo Ruta, rappresentante della sesta generazione della Famiglia Bonajuto e attuale titolare dell’azienda è felice di raccontare ogni qualvolta l’Antica Dolceria Bonajuto balza agli onori della cronaca per i riconoscimenti ottenuti.

Un cartello all’interno dei locali della dolceria Bonajuto la dice lunga sulla filosofia di questo paradiso della cioccolata “A tornare indietro ci prendiamo gusto”. Era il 1880 quando Francesco Bonajuto, seguendo le orme del padre Federico, apriva una piccola bottega dolciaria a Modica che proponeva ricette di origine araba e spagnola (è proprio vero, nel cioccolato è scritta parte della storia dei popoli mediterranei) con il fine di non far scomparire l’antica tradizione. Lo stesso intento fu portato avanti negli anni da Carmelo Ruta, da Franco Ruta e, oggi, da Pierpaolo Ruta.

Quest’ultimo ha voluto scoprire le origini della sua famiglia spagnola di origine ebraica. Tra i pochi mestieri concessi agli ebrei in passato c’era proprio quello dedicato all’arte di preparare dolci. Le ricerche di Pierpaolo Ruta hanno voluto esplorare anche il mondo del cioccolato che, fino a poco tempo fa, le più antiche famiglie modicane preparavano in casa ... è così che la storia di Modica, capitale di una Contea del Regno di Sicilia si unisce a quella della Spagna e della civiltà meso-americana degli Aztechi, i più antichi abitanti del Messico.
Alla scoperta del "Nuovo Mondo" gli spagnoli ebbero modo di conoscere una straordinaria varietà di generi alimentari, tra questi la "Xocoàtl", prodotto che gli abitanti del luogo ricavavano dai semi di cacao e di cui essi avevano gran riguardo perché alimento in grado di dare forza e vigore ed erano indice di ricchezza e benessere. Gli Aztechi ottenevano questo preparato macinando i semi di cacao su di uno strumento chiamato "metate" una pietra ricurva poggiata su due basamenti trasversali, usando uno speciale mattarello anch'esso in pietra.

La pasta di cacao così ottenuta veniva poi mescolata con spezie ed il tutto veniva sfregato sul "metate" fino a quando il composto non si induriva.

Fu durante la loro dominazione in Sicilia che gli spagnoli introdussero la lavorazione del cioccolato così come l’avevano appresa da quel popolo da noi tanto lontano.

Un cioccolato dalle proprietà molto diverse rispetto a quello che siamo stati abituati a consumare da bambini. Un cioccolato, come lo definisce Pierpaolo Ruta, “da meditazione” grazie alla presenza dei 380 aromi del seme di cacao che non scompaiono nella lavorazione di Bonajuto poiché non viene effettuato il procedimento chiamato concaggio che raffina il gusto ma fa perdere alcune proprietà al cioccolato. La lavorazione parte dai semi di cacao macinati dai quali si ottiene una pasta alla quale non si aggiunge ulteriore burro di cacao.

Successivamente la massa viene riscaldata per renderla fluida e, ad una precisa temperatura, viene mischiata a zucchero semolato e spezie. Una struttura che al gusto si presenta “sabbiosa” e che costituisce la caratteristica più evidente del cioccolato modicano ottenuto tramite una lavorazione a freddo.

Il “Signore del cioccolato con i cristalli”, così viene chiamato Bonajuto poiché lo zucchero semolato che viene aggiunto alla massa di cacao, precedentemente riscaldata ad una certa temperatura e mantenuta ad un calore costante, non si scioglie e i cristalli rimangono integri nella tavoletta dalla consistenza granulosa. Il cioccolato dell’Antica Dolceria Bonajuto è unico proprio per questo e per il suo aspetto che, di conseguenza risulta, “grezzo” “rustico”. Non è lucido, non si scioglie immediatamente come la maggior parte del cioccolato. Bisogna attendere lo scioglimento dei cristalli di zucchero per sentire il gusto del cioccolato allo stato puro e quello delle diverse varianti: alla vaniglia, al caffè, alla cannella e al peperoncino (pochi sanno che il cioccolato al peperoncino è stato riscoperto a Modica e commercializzato per la prima volta da Bonajuto che ha ripreso una ricetta maya e azteca). Lo sapeva bene anche Leonardo Sciascia ... “Altro richiamo per restare alla gola é quello del cioccolato di Modica ... un cioccolato fondente di due tipi - alla vaniglia, alla cannella - da mangiare in tocchi o da sciogliere in tazza: di inarrivabile sapore, sicché a chi lo gusta sembra di essere arrivato all’archetipo, all’assoluto, e che il cioccolato altrove prodotto - sia pure il più celebrato - ne sia l’adulterazione, la corruzione..."

“Un riconoscimento inaspettato che ci inorgoglisce e che ci indica che la direzione percorsa negli ultimi anni è quella giusta” dice Pierpaolo Ruta dopo avere appreso che l’Antica Dolceria Bonajuto era tra le 56 (su un totale di 6.101.110) imprese private d’eccellenza del Rapporto Eurispes.

Un riconoscimento che premia, oltre al resto, la lavorazione semplice e la genuinità del prodotto, veri elementi di forza assieme alla comunicazione, curata direttamente dai Ruta, e capace di trasmettere, anche attraverso il passaparola, l’esperienza di una tradizione antica con profumi, odori e sapori profondamente ancorati alla realtà locale e ad una storia secolare e cosmopolita.

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