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QUANDO L’ARTE NON HA CONFINI. IL GIAPPONE SI È FERMATO A SCICLI

Ha entusiasmato il pubblico regalando nuovi stimoli culturali la serata dedicata al Giapponismo nell’arte e nella musica inserita nel cartellone della sede modicana della GMI (Gioventù Musicale d’Italia) e ospitata domenica 14 novembre nella Chiesa di Santa Teresa, a Scicli.

Sottolineando il ruolo assunto dalle iniziative della GMI il Sindaco Bartolomeo Falla, salutando gli intervenuti, ha ringraziato il direttore artistico Mariolina Marino “per aver contribuito con il suo lavoro ad alimentare la vivacità culturale” della cittadina iblea.

La professoressa Marino che aveva precedentemente tracciato un breve bilancio della collaborazione, giunta al terzo anno, tra l’associazione da lei presieduta ed il Comune ibleo, ha poi introdotto il tema della serata. Ed ha evidenziato come l’intrecciarsi delle influenze leghi tra loro anche le arti visive e la musica ricordando che Debussy, uno degli autori inseriti nel programma del concerto dalla pianista giapponese Yumi Kiyamura, volle come copertina della partitura di La mer, tre schizzi sinfonici l’opera di Katsushika Hokusai La grande onda.

Poi è stato il momento dello storico dell’arte Paolo Nifosì che ha messo a confronto grazie al supporto visivo di circa cinquanta proiezioni, alcune stampe giapponesi giunte in Europa nella prima metà dell’Ottocento, e le opere di artisti che, a partire dalla seconda metà del secolo, ne subirono le influenze. Il professore, non nuovo a tenere lezioni e conferenze, si è dichiarato entusiasta di aver partecipato “ad una sfida. È la prima volta che prendo parte ad un concerto da “protagonista” e devo dire che sono contento di aver accettato l’invito di Mariolina Marino a portare il mio contributo ad una iniziativa così interessante”.

Con raffinatezza e precisione orientali ed una interpretazione intensamente occidentale, Yumi Kiyamura ha proposto brani di Maurice Ravel, Oliver Messiaen, Toru Takemitsu e Claude Debussy creando notevole suggestione in tutti i presenti.
Due i bis richiesti. La scelta è caduta ancora su Debussy con il Claire de lune dalla Suite Bergamasque e su uno Studio di Chopin.

Guizzi di colore e polvere di note per una serata di grande fascino ed alto contenuto culturale.

Modica 15 novembre 2004

Ufficio Stampa
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