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E' IN LIBRERIA "PELLEGRINO DI SOGNI", RACCOLTA DELLE OPERE DELLO SCRITTORE MODICANO RAFFAELE POIDOMANI

E' uscito in questi giorni in libreria il primo volume della raccolta delle opere di Raffaele Poidomani: "Pellegrino di Sogni".

Questo I volume comprende, oltre alle due raccolte di racconti pubblicate in volume da Poidomani nel corso della sua vita, "Carrube e cavalieri" e "Tempo di scirocco", e al romanzo "Fossili", numerosi racconti comparsi sulla stampa periodica o inediti.

Ben noto e grandemente apprezzato nella zona iblea, Poidomani è, nel resto del Paese, conosciuto da alcuni specialisti e pressoché ignorato dal grande pubblico, come accade a non pochi «grandi» della cosiddetta letteratura sommersa, che registra nel XX secolo, specie in Sicilia, una ricca messe di esponenti. Scrisse di poesia (in parte, gustosamente satirica), di saggistica storica (degna di attenzione la ricostruzione de La peste a Modica nel 1626) e di narrativa.

La sua opera è quasi interamente circoscritta nell'ambito territoriale della provincia iblea, che ne connota altresì il panorama antropologico. Le narrazioni sono popolate da una miriade di personaggi, appartenenti a vari ceti sociali. Un piccolo mondo fatto di precise individualità, ciascuna con i propri problemi esistenziali e le proprie fisime, coinvolte in vicende tragiche o comiche o tragicomiche; tutte comunque destinate a non lasciare che una delebile orma del proprio viaggio terreno: destino comune ai mortali, certo, ma reso ancor più drammatico dal fatto che questi personaggi vivano ai margini della grande historia, della storia ufficiale, nella quale entrano di straforo, da comparse, estranei alle res gestae e, in quanto tali, esempi (ancorché incisivi e variegati) delle res de hominibus, quasi ad offrire materia allo studioso di antropologia che, avvalendosi del metodo etnostorico, si ponesse in una visione «polifonica», muovendo alla ricerca di quanto possa costituire «etnofonte» per una storia de l'homme complet non soltanto di quella della cultura egemone.

L'uscita del primo volume delle sue opere è accompagnato dalla realizzazione del sito web ufficiale dello scrittore (www.raffaelepoidomani.it), dove è possibile accedere alle informazioni sulla vita e le opere dello scrittore e leggere alcuni racconti. Il sito è stato voluto dal cugino dello scrittore, il dottore Umberto Poidomani, che così ricorda Raffaele:


Il mio primo incontro col Libro, con la elle maiuscola, come qualcosa di diverso dal libro di lettura della scuola elementare di Santa Teresa, avvenne con un certo malcelato disappunto: un centinaio di volumi invasero le due nicchie laterali del mobile della sala da pranzo della nostra casa del Piano di San Nicola dove solevo rannicchiarmi quando si giocava a nascondino. Intonse, come usava allora, per l'avventura del taglio, come Tremal-Naik ai margini della giungla, erano le copie, fresche e odorose di stampa di Io, pellegrino di sogni di Raffaele Poidomani.

Di lì a poco quei volumi finirono nel forno dove mio padre, mecenate dell'opera, furibondo per motivi che allora mi erano incomprensibili, continuava ad alimentarne il fuoco spingendovi i volumi mentre un forsennato Raffaele lottava con lui per salvare dalle fiamme qualche volume oscenamente bruciacchiato. E dire che mio padre avrebbe dovuto se non altro essergli riconoscente di una ammiccante dedica al volume:

Al caro zio Giorgino
Maestro mio di botte
Maestro mio di vino.

Su chi fosse Raffaele, questo mio cugino un po' folle, le cui improvvise incursioni nella nostra casa avevano i movimenti sussultori di un terremoto per poi placarsi e defluire in un silenzio irreale, non avevo dubbi; infatti per distinguere i quattro cugini che presero il nome di mio nonno, in casa si usavano nomignoli su misura: Raffaele di Placido o “u niuru” per la sua carnagione scura, Raffaele di Federico o Barone dal cognome della madre Dorotea Margherita, Raffaele di Ninì o “u babbu” – del quale F.A. Belgiorno si compiacque di un ritratto peraltro poetico e infedele –, e poi il nostro, che, anche se qualche volta era di Aristide o Moncada, per via della sua precoce inclinazione alla poesia, era senz'altro “Raffieli 'u pazzu”.


Per informazioni:
www.raffaelepoidomani.it
info@raffaelepoidomani.it

vai al sito web

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